Codice professionale dell’Associazione Italiana

degli operatori del Metodo Grinberg  

 

GENERALE  

1.1

L’attività degli operatori del Metodo Grinberg è subordinata al diritto italiano, alle disposizioni deontologiche seguenti e al contratto di licenza stipulato fra l’Associazione Italiana degli Operatori del Metodo Grinberg e il detentore dei diritti sul Metodo Grinberg o suo concessionario.  

Le presenti disposizioni deontologiche, liberamente accettate, sono destinate a garantire l’esercizio corretto del Metodo Grinberg. Il mancato rispetto di queste regole da parte dell’operatore sarà sancito con un provvedimento disciplinare.

1.2

Un operatore del Metodo Grinberg è formato da insegnanti che beneficiano di una licenza rilasciata dal detentore dei diritti sul Metodo Grinberg.

L’insegnamento è basato esclusivamente sui manuali del corso della formazione professionale, che si articolano su tre livelli, protetti dai diritti d’autore sul Metodo Grinberg.  

1.3

La molteplicità degli obblighi incombenti all’operatore gli impongono un’indipendenza assoluta, esente da ogni pressione, in particolare da quella derivante dai propri interessi o da influenze esterne.

L’operatore deve quindi evitare ogni limitazione alla propria indipendenza e vegliare sul rispetto dell’etica professionale.

Egli può associarsi ad altri operatori del Metodo Grinberg o di altri metodi in qualsiasi forma giuridica o esercitare altre attività nella misura in cui la sua indipendenza professionale di operatore del Metodo Grinberg sia garantita.  

1.4

Il Metodo Grinberg si basa su principi suoi propri; mischiarne la pratica con altre tecniche o atteggiamenti  può indirizzare gli obiettivi  e i risultati del processo verso direzioni sconosciute.

Se l’operatore pratica anche altri metodi, dovrà assicurarsi di non creare confusione o combinare tecniche d’origine diversa all'interno di un processo secondo il Metodo Grinberg.

Egli si assicura che la sua attività di operatore non venga associata a idee religiose, mistiche, politiche o altro.

1.5 L'operatore del Metodo Grinberg non rappresenta il Metodo Grinberg.  

 

ETICA

Atteggiamento
2.1 Non possono esistere relazioni di fiducia se sussistono dubbi sulla sincerità, l’indipendenza, il segreto professionale e lo sviluppo professionale dell’operatore. Queste virtù tradizionali costituiscono obblighi professionali per l’operatore.
2.2 L’operatore rispetta la persona fisica e morale del cliente, la sua vita privata e la sua autonomia.
2.3

L’operatore mostra ai clienti come creano nel corpo le condizioni che li disturbano. L’intenzione dell’operatore è volta ad insegnare ai clienti la possibilità di cambiare queste condizioni attraverso il corpo.

L'unico suo scopo, in un processo, è di insegnare ai clienti ad aumentare la loro attenzione e vitalità, perché possano controllare e fermare meglio la condizione che li disturba.

2.4

La professione d'operatore non conferisce una posizione di superiorità nei confronti del cliente.

L’operatore non deve utilizzare le sue capacità professionali per manipolare il cliente.

Non raccomanda mai un modo di vivere e non insegna alcun codice morale.

Il praticante non professa ideologie: le sue opinioni, i suoi giudizi, la sua morale e le sue credenze non devono interferire nella relazione con il cliente.

Il cliente fa le sue scelte.

2.5

L’operatore dà il meglio di se stesso e si prende cura dei suoi clienti.

Motiva i suoi clienti nell’apprendimento senza costrizione.

Offre loro uno spazio di sicurezza, che permetta loro di sperimentare pienamente quello che avviene durante una seduta.

2.6

L’operatore non fa promesse in merito ai risultati del processo.

Risponde onestamente alle domande dei clienti.

Nel suo atteggiamento non vi sono tattiche, messaggi, intenzioni  o significati nascosti o non dichiarati.

2.7. L’operatore non spiega perché una persona viva questa o quella esperienza ma lavora con quello che la persona sperimenta come realtà.
2.8 Un processo prosegue fintanto che l'apporto di un reale beneficio al cliente risulta chiaro.
2.9 L’operatore non può risolvere i problemi dei suoi clienti.
2.10 L’operatore presta un servizio che richiede la cooperazione del cliente: egli cerca di trovare il miglior equilibrio tra i desideri del cliente e le esigenze dell’apprendimento.

 

Relazione con i clienti

3.1 L’operatore si assume personalmente la responsabilità del suo lavoro.
3.2 L’operatore si assicura che i sui clienti siano a conoscenza del suo livello professionale e delle sue specializzazioni.
3.3

All’inizio di un processo, l’operatore spiega chiaramente ai clienti che un processo non è né un trattamento né una terapia.

Spiega ai clienti che insegnerà loro a diventare coscienti di come utilizzano il loro corpo e proporrà delle possibilità di cambiamento se lo vogliono.

3.4 Se ad un operatore sorgono dubbi ragionevoli sullo stato fisico, psicologico o mentale del suo cliente, deve esigere un parere medico per cominciare o continuare il lavoro.
3.5

L’operatore guida il cliente attraverso le diverse tappe di un processo, mantenendo la direzione che il cliente ha scelto.

Informa il cliente che può fermare il processo o la seduta in ogni momento .

Il cliente è libero di fare domande su qualsiasi parte del processo.

3.6

L’operatore evita di lavorare con persone che hanno stretti legami fra loro.

Eviterà di lavorare anche con dei clienti quando può sorgere un conflitto di interessi, quando il segreto professionale rischia di essere violato, quando la sua indipendenza rischia di non essere più integra o potrebbe nuocere al processo. 

3.7 L’operatore evita di lavorare con un cliente verso cui sente della reticenza.
3.8 Se l’operatore avverte che nella relazione con un cliente si sta sviluppando un interesse privato, ferma il processo e può proporne la continuazione con un collega.
3.9 Se, per qualsiasi motivo, la relazione fra cliente e operatore non funziona è responsabilità dell’operatore di parlarne al cliente e decidere di porre fine al processo.
3.10 Se la relazione fra cliente e operatore termina o non può continuare e il cliente desidera continuare il suo processo di apprendimento, l’operatore, con il consenso del cliente, può trasmettere informazioni rilevanti al nuovo operatore scelto dal cliente.  
3.11 Al termine della seduta, l’operatore si assicura che il cliente sta bene ed è tranquillo.

 

LAVORO

Personale
4.1.

L’operatore è una persona in continuo processo d’apprendimento.

E’ cosciente che la qualità del suo lavoro dipende dal suo benessere e dall’attenzione al suo corpo.

4.2 Nell’ambito degli incontri professionali evita che la sua presenza, il suo aspetto, disturbino o attirino l’attenzione del cliente.
4.3 Si assicura di migliorare costantemente il suo livello professionale.
4.4

L’operatore sottopone il suo lavoro a una supervisione annuale da parte di un supervisore che beneficia della licenza rilasciata dal detentore dei diritti sul Metodo Grinberg e autorizzato dall’Associazione Italiana degli Operatori del Metodo Grinberg.

Nella supervisione viene controllato l’atteggiamento verso il cliente, il tocco, la comprensione teorica e pratica della materia secondo i manuali dell’insegnamento su tre livelli degli studi professionali del Metodo Grinberg protetti dai diritti d’autore, il rispetto del Codice Professionale, lo sviluppo costante del livello professionale dell’operatore.

Il supervisore deciderà se una supervisione sarà qualificata come valida presso l’associazione o da ripetere secondo il livello di acquisizione dei contesti sopra menzionati.

In caso di mancata qualificazione, l’operatore ha il diritto di presentare nuovamente il suo lavoro al massimo in due altre supervisioni.

 

Comunicazione verbale

5.1 L’operatore, per lavorare, ha bisogno di ottenere delle descrizioni chiare da parte del cliente.
5.2 Ad eccezione della conversazione di cortesia all’inizio e alla fine delle sedute, l’espressione verbale è utilizzata per descrivere, dare istruzioni e ricevere riscontri ma in nessun caso per spiegare, dare consigli, criticare, giudicare o rimproverare.
5.3

Parlando con il cliente, l’operatore non utilizza la terminologia professionale ma un linguaggio comprensibile al cliente.

Se dovessero essere utilizzati termini professionali,  essi dovranno prima essere definiti e compresi dal cliente.

5.4 Ciò che l’operatore vede  nell’analisi del piede deve essere considerato come un’ipotesi; di conseguenza non fa affermazioni a proposito della storia, dello stato di salute o del futuro del cliente.
5.5

L’operatore si assicura che l’obiettivo del processo resti chiaro per il cliente.

Periodicamente fa un bilancio insieme al cliente sul procedere del processo.

5.6 Prima di cominciare un processo l’operatore si assicura che il cliente non si trovi in una condizione controindicata, nel cui caso non lavorerà , spiegandone le ragioni al cliente.
5.7 L’operatore non può pronunciarsi sulla durata di un processo, ad eccezione dei processi specifici come “Riduzione dello stress personale” e “Footwork”.

 

Tocco

6.1 Il tocco è lo strumento principale nel lavoro con il cliente.
6.2 L’operatore deve adattare il suo modo di toccare e l’intensità del tocco al cliente.
6.3 Il cliente deve sapere che, se ritiene troppo intensa l’esperienza fisica o emotiva della seduta, può chiedere all’operatore di diminuirne l’intensità o di interrompere la seduta.
6.4

Alcune tecniche di tocco utilizzano il dolore, che deve essere utilizzato in modo appropriato e come strumento d’apprendimento.

Ogni persona ha la propria soglia del dolore; il cliente è libero di chiedere un tocco più dolce.

6.5 Quando tocca, l’operatore deve investire tutta la sua attenzione sul cliente in modo da creare la migliore situazione per imparare.
6.6 Il tipo di tocco e le parti del corpo toccate devono sempre rispondere a una strategia e rispettare l’intimità della persona.

 

Segreto professionale

7.1

E’ insito nella natura stessa del lavoro di un operatore, che egli sia depositario di informazioni segrete da parte del suo cliente e destinatario di comunicazioni confidenziali. Senza la garanzia del segreto professionale non vi può essere fiducia.

Il segreto professionale è dunque riconosciuto come diritto e obbligo primordiale dell’operatore.

7.2

L’operatore deve rispettare il segreto sull’identità del suo cliente, su ogni informazione confidenziale ricevuta sul suo cliente o su terze persone nell’ambito del lavoro.

Quest’obbligo non è limitato nel tempo.

7.3 Riservate le prescrizioni di legge, l’operatore è solo giudice del segreto professionale secondo la sua coscienza, anche quando il cliente lo libera.
7.4 L’unica persona che può accedere alle informazioni contenute nelle schede dei clienti è il supervisore, a beneficio della licenza  rilasciata dal detentore dei diritti sul Metodo Grinberg e autorizzato dall’associazione, purché nell’esercizio del suo mandato e previo consenso da parte del cliente.

 

Schede dei clienti

8.1 L’operatore conserva una cartella per ogni cliente, che attesti in modo regolare e completo il suo lavoro con il cliente.  
8.2 Si tratta di documenti confidenziali che devono rimanere inaccessibili a terze persone.
8.3 Gli incarti devono essere conservati con cura sotto la responsabilità diretta dell’operatore anche dopo la fine dei processi per un periodo di 10 anni.

 

Remunerazione

9.1 L’operatore deve informare il suo cliente su tutto quanto egli richiederà come onorario e dell’importo corrispondente al suo livello di lavoro.
9.2 In cambio dei soldi del cliente, l’operatore deve dare il meglio di se stesso,  che significa che è in forma e gode di buona salute al momento di dare una seduta, che persegue un costante sviluppo professionale e fa supervisionare regolarmente la qualità del suo lavoro.
9.3 L’operatore evita di legare il cliente con dei contratti che possono impedire la libera scelta, dell’operatore stesso e del cliente, d’interrompere in qualsiasi momento il processo.
9.4

L’operatore non può richiedere né accettare un onorario, una commissione o un compenso qualsiasi per avere indirizzato o raccomandato un cliente.

L’operatore non può versare a una persona un onorario, una commissione o qualsiasi altra forma di compenso in cambio della presentazione di un cliente.

 

Assicurazione di responsabilità professionale

10.1 L’operatore deve essere costantemente assicurato per la sua responsabilità professionale entro limiti ragionevoli, tenuto conto della natura e dell’estensione dei rischi che si assume con la sua attività.

 

Luogo di lavoro

11.1 L’operatore esercita la sua attività in un luogo adatto alla pratica professionale del Metodo Grinberg.
11.2 Lo studio dove lavora deve favorire la concentrazione e l’attenzione,; deve essere silenzioso, pulito, accogliente e funzionale per il cliente e per l’operatore.

 

RELAZIONI ESTERNE

 

Collegialità
12.1

La collegialità esige relazioni di di fiducia fra operatori nell’interesse dei clienti.  

Non deve mai mettere in opposizione gli interessi degli operatori con quelli dei clienti.

12.2 Se un operatore constata degli abusi o l’esercizio scorretto della professione è opportuno che ne  avvisi l’associazione.

 

Pubblicità

13.1 L’operatore nel pubblicizzare la sua attività (prospetti, carte da visita, annunci, inviti, pagine internet e altro) deve assicurarsi che la presentazione sia personale e non coinvolga gli altri operatori o il Metodo Grinberg.
13.2 La pubblicità deve essere corretta e corrispondere al proprio livello di studi, alle specializzazioni e a quanto questo lavoro offre.
13.3

E’ da evitare la pubblicità invasiva, aggressiva, comparativa, offensiva, con l’indicazione di clienti o di loro processi, anche se hanno dato il loro consenso.

E’ pure da evitare,  per quanto possibile, il marketing attraverso prodotti di massa.

13.4 In caso di sponsorizzazioni di manifestazioni pubbliche, si eviterà che la professione sia associata a prodotti o servizi incompatibili con l’etica professionale degli operatori del Metodo Grinberg.
13.5 Nelle interviste e dichiarazioni ai servizi di comunicazione l’operatore rispetta le esigenze della professione, i diritti dei clienti e i diritti d’autore sul Metodo Grinberg.